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Storia di Santa Ninfa
La nostra Parrocchia vanta il privilegio di custodire nel territorio il luogo del martirio di una Santa dei primi secoli, Santa Ninfa.
Da quando sul territorio della nostra Parrocchia è stato costruito il nuovo cimitero di Fiumicino, dedicato appunto alla Santa Martire, spesso si sente nominare il nome di Santa Ninfa, ma a molti non risulta chiaro a chi o a che cosa effettivamente si riferisca tale nome. Il nome Ninfa, di origine greca (Nynphe), evoca infatti le antiche rappresentazioni mitologiche femminili dell'antica Grecia che impersonavano le forze della natura, poi venerate anche dagli antichi romani soprattutto come divinità delle acque salutari termali. Dobbiamo, pertanto, saper distinguere la fantasiosa leggenda dei miti greci, dalla realtà storica della vita della nostra cara Santa Patrona del nostro camposanto.
Santa Ninfa, infatti, visse agli inizi del IV° secolo, e risulta essere stata figlia di Aureliano, prefetto di Palermo al tempo di Costantino Magno (280-337), la quale si convertì al cristianesimo dopo aver incontrato e frequentato Mamiliano Vescovo di Palermo. Il padre, Aureliano, nei tentativi di far recedere la figlia dalla nuova religione, giunse al punto di arrestare Mamiliano assieme ad altri duecento cristiani che sottopose a torture, ma un angelo li liberò dal carcere e assieme a Ninfa fuggirono via mare fino all’isola del Giglio, dove rimasero qualche tempo. Successivamente partirono per Roma col desiderio di visitare le tombe degli apostoli Pietro e Paolo dove Mamiliano subito dopo morì e Ninfa lo fece seppellire vicino ad una località denominata Bucina. Un anno dopo, esattamente il 10 novembre, anche Ninfa morì e fu sepolta in una cripta, sempre a Bucina. Non vi è memoria di come sia avvenuto il martirio della Santa, ma il suo nome è citato in varie passio di altri martiri come i santi Mario, Marta e figli, ed è inoltre ricordata insieme ai martiri Trifone e Respicio, solo perché le sue reliquie erano venerate insieme a quelle degli altri due nella chiesa di Santo Spirito in Sassia.
La più antica notizia su Santa Ninfa, risale tuttavia al secolo IX, riportata nella biografia di Papa Leone IV (847-855), in cui si legge che egli fece un dono alla chiesa di Santa Ninfa Martire, esistente nella città di Porto. I papi costruirono le prime chiese dedicate ai Santi Martiri proprio nel luogo del loro martirio, si può pertanto dedurre che tale “dono alla chiesa di Santa Ninfa Martire” di Leone IV si riferisca alla cappella tuttora esistente in Via di Santa Ninfa a Focene, in parte recentemente restaurata. All’origine i cristiani del luogo la invocarono soprattutto per scongiurare la siccità che li affliggeva.
Successivamente, nel 1113, le reliquie della santa furono collocate nelle chiese romane di San Trifone a Piazza Fiammetta, San Crisogono (1123) e nella cattedrale di Palestrina (1116), in provincia di Roma. Fino al 1593, la sua testa era venerata nella chiesa romana di Santa Maria in Monticelli, dove fu portata nel 1098, durante il pontificato di Urbano II (1088-99). La venerazione per la Santa si diffuse nel Meridione e il 5 settembre 1593 l'urna argentea contenente la testa della Santa, giunse a Palermo, sua città natale, e riposta sotto l’altare della cattedrale dov'era venerata almeno dal 1483. La traslazione dell'urna, dalla chiesa romana di Santa Maria in Monticelli alla città natale, fu possibile per l'attiva opera di mediazione che la Contessa d'Olivares riuscì a compiere presso il Vaticano. A Palermo, Santa Ninfa fu eletta patrona della città assieme ad altre quattro Sante Vergini, Santa Rosalia, Sant'Agata, Santa Oliva e Santa Cristina. Da Palermo il suo culto si diffuse in tutta la Sicilia, tanto che un paese in provincia di Trapani porta il suo nome.
I busti dei Santi Respicio, Ninfa e Trifone, fino a qualche anno fa venivano esposti, assieme a quello di Santa Caterina d'Alessandria, il primo sabato di Quaresima nella Basilica di Sant'Agostino in Campo Marzio a Roma, in memoria del privilegio di celebrare la prima statio quaresimale alla chiesa di San Trifone in Posterula. Fino alla fine dell'Ottocento non solo si ricordava la statio, ma i tre Santi venivano anche celebrati con una grande festa.
La cappella di Santa Ninfa oggi
Dipinto raffigurante S. Ninfa
Particolare del dipinto: S. Ninfa
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