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Storia di Focene
Esteso borgo marinaro sorto negli anni Quaranta come insediamento di pescatori, si è sviluppato nei primi anni Sessanta a seguito della costruzione dell'aeroporto Leonardo da Vinci. Il nome è sicuramente derivato da "foce", come riferimento allo sbocco dei canali utilizzati per la bonifica.
Il comprensorio è delimitato da due aree verdi di grande importanza naturalistica: a sud la pineta di Coccia di Morto, proprietà della famiglia Torlonia, ora Sforza Cesarini, nella quale si trova un laghetto per la pesca sportiva; a nord di Focene si apre invece l'accesso all'Oasi di Macchia Grande, luogo di primario interesse ambientale, gestito dal WWF. La via di Coccia di Morto, un tempo denominata Stradone del Principe, separa la zona di Focene dall'aeroporto.
La cittadina moderna si sviluppa lungo il viale di Focene, direttrice viaria che corre parallelamente al mare, ed è costituita da villette a uno o a due piani dal tipico aspetto mediterraneo. Percorrendo l'arenile verso nord, si incontra la foce dei canali di bonifica che separa Focene da Fregene. La località offre al turista giornaliero o stagionale una spiaggia bianca ed estesa, con tracce della duna con la sua originale vegetazione.
Santa Ninfa
In mezzo alla campagna, tagliata fuori dalle vie di comunicazione sconvolte dalla costruzione dell'aeroporto, si trova la piccola cappella settecentesca di Santa Ninfa, che prende il nome da una martire dell'Isola Sacra. Per arrivarvi è necessario imboccare viale Santa Ninfa, traversa della via delle Idrovore. La minuscola struttura, assurdamente sola in mezzo al nulla, è ciò che resta di un complesso di casali della stessa epoca, oramai perduti.
Focene vista da nord
Focene vista da sud
La bonifica e le Idrovore
Fin da tempi remoti la zona litoranea vicino Roma era sempre stata acquitrinosa e insalubre. Per questo motivo gli insediamenti abitativi erano rari e precari, scoraggiati dalla presenza della malaria che mieteva innumerevoli vittime, in particolare nella zona di Maccarese. Vari tentativi di prosciugamento erano stati attuati nel corso dei secoli, ma il problema venne effettivamente affrontato solo nel 1878, con la legge per il risanamento dell'Agro Romano, Un ufficio speciale venne creato per avviare la bonifica idraulica, e con l'arrivo dei braccianti ravennati che si installarono ad Ostia Antica, si diede inizio ad un'opera gigantesca che rivoluzionò la geografia della zona. Per quanto riguarda la zona tra la foce dell'Arrone e il Tevere, la prima bonifica comportò lo scavo di quasi cento chilometri di canali tra principali e secondari; il sistema principale era costituito da due canali allaccianti per le acque alte provenienti dalle zone collinari e scaricanti in un collettore generale delle acque alte con sbocco diretto nel mare. Due collettori delle acque basse sfociavano invece nel relativo collettore generale, le cui acque erano poi sollevate per mezzo dell'impianto idrovoro di Focene, e scaricate in mare. L'idrovora era a quel tempo una macchina a vapore alimentata a carbone.
Nonostante la grandiosità dell'opera, i risultati non furono tali da risanare effettivamente la zona, per carenze di progetto, per difficoltà tecnologica e per mancata manutenzione degli impianti.
Quarant'anni più tardi, la legge speciale per la bonifica integrale del 1923 ripropose il problema, individuando nell'agricoltura il miglior sistema di risanamento e dando l'avvio ad un rivoluzionamento sociale oltre che geografico. Con l'aiuto di braccianti provenienti per la maggior parte dal Veneto e dalla Lombardia, ma anche dalle Marche e dal Lazio, furono completate le opere idrauliche con altre centinaia di chilometri di canali, sia per il drenaggio che per l'irrigazione; furono create strade, ponti, argini di fiumi, livellamenti di pendenze, furono installate nuove macchine idrovore per ampliare l'area bonificata, come le idrovore delle Pagliete, quelle della Torre, delle tre Cannelle, e naturalmente furono ripristinate le idrovore di Maccarese, oggi meglio definite come idrovore di Focene. Negli anni Sessanta l'assetto idraulico è stato modificato in parte per effetto della costruzione dell'aeroporto.
Tra gli impianti di sollevamento, il più interessante della zona è appunto quello di Focene, che si incontra sulla via delle Idrovore, appena fuori dall'abitato. E' costituito da un insieme di fabbricati del 1925 dalla caratteristica architettura, in prossimità dei quali si trova un bacino d'acqua nel quale hanno trovato dimora pesci ed uccelli. La gestione della bonifica, da anni affidata ad un apposito ente, il Consorzio di Bonifica Ostia e Maccarese, è recentemente confluita nella gestione del Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano.
L'Idrovore di Focene oggi
L'idrovore di Focene ieri
L'Idrovore all'inzio del secolo scorso
La Cappella di Santa Ninfa
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